Tutto quello che dovresti sapere sulla tua salute… ma che non hai mai osato chiedere!

L’argomento riguardante salute e malattia ricopre oggi una cruciale importanza: se da una parte la cronicizzazione di molte malattie gravi è diventato un obiettivo terapeutico (vedi l’immuno-oncologia), dall’altra la medicina territoriale sta lentamente ma inesorabilmente scomparendo.

Anche se pensiamo alla malattia in modo “superstizioso”, come qualcosa che può cascarci tra capo e collo senza alcun preavviso, come una sorta di destino malevolo che un brutto giorno inizia a perseguitarci senza una vera ragione, secondo la visione psicosomatica esistono leggi della Natura che governano il nostro organismo e che, se trasgredite, possono generare la malattia. Il problema è che queste leggi non ci sono note.

Di seguito vengono riportati in corsivo alcuni stralci tratti dall’eBook Tutto quello che dovresti sapere sulla tua salute… ma che non hai mai osato chiedere!

“Quando, nel corso di uno dei tanti programmi TV dedicati alla medicina, l’esperto di turno parla delle possibili ‘cause’ di una certa malattia lo fa citando eventuali predisposizioni genetiche, la familiarità (concetto di natura statistica), l’immancabile stress, l’irrinunciabile alimentazione errata e forse anche la vita sedentaria. In alternativa o in associazione a tutto ciò, potrebbe anche trattarsi di qualche molecola fuori controllo o di qualche cellula “impazzita”, comunque di meccanismi tanto piccoli da potersi solo immaginare”.

Il punto è che tale spiegazione risulta tanto esatta quanto inutile a comprendere le dinamiche incentrate su salute e malattia sul piano individuale, inutile cioè a cogliere il messaggio o il “significato” di cui la malattia di quella particolare persona è portatrice.

“Statistiche alla mano, vi sono persone che avrebbero dovuto ammalarsi ma che non si sono ammalate, mentre persone che non avrebbero dovuto ammalarsi purtroppo lo hanno fatto. Tale constatazione rischia di precipitarci nella confusione e nel senso di impotenza”.

Le statistiche ci dicono molte cose, ci forniscono molte informazioni su salute e malattia anche se tutte, nessuna esclusa, si riferiscono alla popolazione e non agli individui. Non siamo però tutti uguali, non tutti ci ammaliamo nello stesso identico modo, non tutti reagiamo nello stesso identico modo di fronte a un virus.

“Sullo sfondo della pandemia da Coronavirus poniamoci ora alcune domande, che alla maggior parte delle persone potranno suonare le più stupide al mondo. Se la malattia è la causa della pandemia qual è la causa della malattia? La risposta appare la più scontata: nel caso della pandemia da Coronavirus “è il SARS-CoV-2”, al secolo coronavirus. Quando leggiamo un romanzo giallo che narra della contessa strangolata pensiamo subito che l’assassino sia il maggiordomo, anche se il vero colpevole si rivelerà solo alla fine. Se così non fosse mancherebbe il colpo di scena. Siamo quindi pronti a un colpo di scena nel nostro modo di pensare alle malattie, in particolare quelle infettive?”.

Il colpo di scena è noto a tutti, anche se invisibile ai più…

“Immaginiamo di gettare un fiammifero acceso dentro un barile di polvere esplosiva. Il modo di pensare improntato alla causa della malattia si regge su una domanda che ne rappresenta una sorta di prova del nove. Nel caso del barile di polvere esplosiva e del fiammifero acceso la domanda è: “Se nessuno buttasse il fiammifero acceso dentro il barile di polvere esplosiva si verificherebbe l’esplosione?”. Ovviamente la risposta è “no”! Effettuiamo quindi questa prova del nove a proposito del coronavirus: se le persone non fossero state infettate dal coronavirus, avrebbero potuto ammalarsi di Covid-19?”.

Anche questa volta la risposta è ovviamente negativa. Sembra quindi che si tratti di una conclusione inoppugnabile: l’aver contratto il virus sarebbe, dunque, la causa della malattia infettiva. Poniamo però un’altra semplice domanda: “Tutti coloro che hanno contratto il virus si sono ammalati?”. Questa volta, a rigor di logica, la risposta dovrebbe essere affermativa, anche se è invece ancora negativa.

Il problema è che le due risposte non possono convivere: o la botte è piena o la moglie è ubriaca, o il virus è la causa della malattia quindi fa ammalare tutti, oppure se non fa ammalare tutti non può essere definito la “causa”, almeno non l’unica e non sempre e comunque, della malattia.

“Ecco il colpo di scena del nostro romanzo giallo. Il virus, quale principale sospettato, non ha fatto ammalare e tantomeno ucciso tutti coloro che lo hanno contratto e non tutti coloro che lo hanno contratto si sono ammalati o sono morti! Non è quindi il vero colpevole, come nel caso del maggiordomo del romanzo giallo! Stando alle statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità al maggio del 2020, quasi il 30% del campione composto da persone infettate non ha sviluppato la malattia, quasi il 45% si è ammalato lievemente e solo poco meno del 15% ha fatto registrare gravi conseguenze (l’11,1% non appare specificato)”.

Ma allora perché tra due persone infettate allo stesso modo, ossia che hanno contratto lo stesso virus, una si ammala mentre l’altra no? E tra due che si ammalano una si ammala gravemente mentre l’altro in modo blando? Torniamo quindi al fiammifero e al barile. Se quest’ultimo contenesse acqua invece che polvere esplosiva, il fiammifero non provocherà nessuna esplosione.

“Per sviluppare una malattia infettiva non è sufficiente entrare in contatto con un microrganismo patogeno: un ruolo determinante è ricoperto dalle condizioni generali dell’organismo e, in particolare, dalla risposta immunitaria, ciò che si trova all’interno del barile. Non siamo noi a dover combattere contro i microrganismi che ci “attaccano” dall’esterno, bensì il nostro sistema immunitario: nostro compito è assicurarci che le condizioni di questo silente “esercito della salute” siano buone. Se tale sistema si trova in buone condizioni il fiammifero acceso finirà nel barile pieno d’acqua, mentre se si trova in cattive condizioni potrà finire nel barile pieno di esplosivo!”.

In buona sostanza, i microrganismi non “ci attaccano” come se volessero derubarci della nostra preziosa salute. È la nostra risposta a rivelarsi carente, incapace di mantenere l’equilibrio tra ambiente esterno e ambiente interno. Almeno per quanto riguarda le malattie infettive, non si tratta quindi di “fuggire” da virus e batteri o di considerarli “nemici da combattere”, peraltro senza sapere “come”, visto che nemmeno si vedono. Il nostro compito è tenere in buona salute il nostro personale esercito costituito dal sistema immunitario.

Puoi approfondire l’argomento leggendo il mio eBook, che presenta una insolita visione della malattia e delle regole che sottendono allo stato di salute.