Psicoterapia Globale – Introduzione
Per comprendere che cosa si debba intendere per Psicoterapia Globale occorre prima di tutto chiedersi quale obiettivo si prefigga, dove si voglia arrivare, seguendo la stessa strategia del navigatore satellitare.
L’Istat misura la “qualità della vita” sulla base di 12 indicatori:
- salute
- istruzione e formazione
- lavoro e conciliazione dei tempi di vita
- benessere economico
- relazioni sociali
- qualità dei servizi
- paesaggio e patrimonio culturale
- benessere soggettivo
- politica e istituzioni
- sicurezza
- ambiente
- innovazione, ricerca e creatività.
Anche ammettendo che tutti questi criteri risultino di significato comprensibile, pensiamo che se venissero soddisfatti ciò sarebbe sufficiente per godere di un’elevata qualità della vita? Seguendo tale filo logico appare singolare che “Benessere soggettivo”, definito in termini di “soddisfazione per la propria vita” e di “percezione della felicità”, compaia solo all’ottavo posto.
La cosa che lascia più perplessi è però la completa obliterazione del modo di pensare, come se non avesse alcuna voce in capitolo sulla qualità della nostra vita. Responsabile di tale lacuna è probabilmente – a parte l’impostazione materialistica imperante – il carattere in gran parte silente del pensiero, che per noi è come l’acqua per i pesci.
Se chiedessimo a un pesce “Com’è l’acqua oggi?”, potendo rispondere probabilmente ci chiederebbe “Che cos’è l’acqua?”. Essendoci immerso a 360 gradi e h24 come potrebbe accorgersene? In modo analogo, ci rendiamo conto di essere immersi nell’aria solo se qualcuno ce lo fa notare, altrimenti continuiamo a respirare e basta. Lo stesso accade con i nostri pensieri.
Ci siamo talmente immersi da non renderci conto del loro carattere avvolgente, pervasivo e onnipresente. Tornando al benessere soggettivo, è come se la soddisfazione per la propria vita e la percezione della felicità emergessero dal nulla, come se non fossero cioè risultati. Se pensassi che la vita è una valle di lacrime, che sono destinato a soffrire, che non potrò star bene finché il mondo non sarà in pace e cose del genere, quante possibilità avrei di sentirmi bene, di vivere una vita degna di essere vissuta, di godermela ogni giorno che passa?
Il pensiero è il grande modulatore del sentire, di ciò che proviamo, di sensazioni, emozioni, sentimenti. Odio e amore, per noi così importanti, mostrano una cospicua componente cognitiva: se pensiamo bene di una persona potremo amarla, al contrario potremo finire per odiarla.
Il pensiero è in grado di sprofondarci nella disperazione come di permetterci di risorgere dalle nostre ceneri come la Fenice. Duemila anni addietro Epitteto affermava “Dovremmo preoccuparci più dei pensieri negativi che degli ascessi e dei tumori del nostro corpo”, aggiungendo; “Non sono tanto i fatti a preoccuparci quanto la descrizione che ne diamo”.
La Psicoterapia Globale prende le mosse da questa antica saggezza, mostrandoci come rimodulando il nostro modo di pensare possiamo riprendere in mano le redini della nostra vita: si tratta dell’unica cosa che possiamo davvero controllare…
