La Pedagogia del benessere – Introduzione
L’obiettivo del presente lavoro appare duplice: identificare le radici profonde di un disagio sociale che va allargandosi a macchia d’olio ed elaborare le basi della Pedagogia del Benessere. Parlando di pedagogia dobbiamo necessariamente chiamare in causa i due enti preposti a tale funzione: famiglia e scuola. Genitorialità e didattica possono, infatti, essere considerate i due poli funzionali della pedagogia.
Nella sua radice etimologica greca il “pedagogo” era lo schiavo di fiducia che accompagnava il figlio della famiglia patrizia a quella che allora era la scuola (παῖς, país = bambino e ἄγω, ágō = condurre), vigilando inoltre sulla sua incolumità. In buona sostanza, il processo educativo sarebbe rappresentato dall’accompagnare il soggetto in età evolutiva lungo il suo naturale percorso di crescita e sviluppo, vigilando sulla sua incolumità.
Tale funzione appare oggi traslata dal piano fisico a quello psicologico, anche se essa viene messa in discussione dal “riduzionismo biologico” di cui è vittima la genitorialità e dal “riduzionismo nozionistico” di cui è vittima la didattica.
Oggi il genitore non ha tempo di occuparsi dell’educazione dei propri figli, preso com’è dall’impellente necessità di sbarcare il lunario, mentre per quanto riguarda gli insegnanti molti dichiarano apertamente – oltre che a giusta ragione – di non essere educatori. A questo punto sorge l’inquietante domanda: “Ma allora, chi educa i nostri figli?”.
Se la società è come un grande giardino, dovremmo concludere che non ci sono più giardinieri che se ne prendono cura? A fronte della carenza di esseri umani che si prendono cura dei propri “cuccioli” sta sorgendo un’altra forma di pedagogia, che si occupa di accompagnare i soggetti in età evolutiva nel loro percorso di crescita e sviluppo: si tratta di internet e dell’AI.
Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) compare il progetto Didattica 4.0, che prevede il passaggio da una didattica tradizionale a una più “innovativa”, basata sull’uso delle tecnologie digitali. Il progetto parla di ambienti di apprendimento ibridi, integrazione tra spazi fisici e digitali. L’obiettivo è rendere le aule luoghi di apprendimento sempre più virtuali, il che non potrà che comportare il progressivo abbandono della scrittura manuale se non anche del pensiero critico, creativo e divergente.
La definizione di “apprendimento virtuale” pare piuttosto calzante al progetto. Se le cassiere stanno già scomparendo dai supermercati sostituiti dall’AI, come del resto sta accadendo anche ai giornalisti di diverse redazioni, stando a questo piano presto potremo assistere alla graduale e silenziosa scomparsa degli insegnanti, quelli umani.
Non è formato come un insegnante umano, non “apprende” metodi didattici in modo intenzionale, ma è addestrato su grandi quantità di testi, tra cui anche contenuti educativi e filosofici. Per questo può riprodurre uno stile maieutico, ad esempio: facendo domande, guidando il ragionamento, aiutando l’utente a riflettere.
Parlando di maieutica forse si dimentica che funziona come il navigatore GPS. Quando lo attiviamo nella nostra auto non ci chiede dove ci troviamo ma dove vogliamo andare. In altre parole, inizia partendo dalla fine, dal punto di arrivo, dalla meta. Questa è l’informazione sulla base della quale ci guida passo dopo passo fino alla destinazione che NOI abbiamo stabilito.
Nel momento in cui usiamo la maieutica offerta dall’AI come una sorta di navigatore, chi deciderà in quale direzione guidare il nostro ragionamento e verso quali conclusioni spingere la nostra riflessione? Le domande, sulle quali si fonda la maieutica, sono strumenti di controllo, una sorta di puntatori in grado di focalizzare l’attenzione e direzionare lo sviluppo del pensiero.
Nella sua applicazione pratica la maieutica si realizza attraverso una catena regredente di domande, catena che prende le mosse dall’obiettivo finale, dalla conclusione verso cui si sta guidando l’interlocutore per arrivare allo stato attuale, il punto di partenza di tale applicazione pratica.
Ogni domanda rappresenta un anello di questa catena, che tiene conto di quello precedente e prepara quello successivo. Se tutto ciò sarà affidato alla macchina vien da chiedersi quale sarà la destinazione.
