Active Education – Introduzione

Se la società fosse una pianta i nostri figli sarebbero le sue radici, mentre i genitori e gli insegnanti i giardinieri che se prenderebbero cura. Articolandosi in genitorialità e didattica, la funzione pedagogica costituisce la base di qualsiasi società civile, anche se nella nostra pare oggi segnare pesantemente il passo.

La funzione genitoriale appare ridotta all’osso per effetto del “riduzionismo biologico”, giacché dopo il lavoro e al ritorno dei figli più piccoli dalla scuola materna i genitori si occupano di “pappa, cacca e nanna”, mentre in rapporto a quelli più grandicelli sono relegati al ruolo di genitori “del fine settimana”.

La didattica è invece vittima del “riduzionismo nozionistico”, il che procede parallelamente al rifiuto, peraltro comprensibile, da parte di molti insegnanti nei confronti del ruolo di educatori. Ciò a fronte del fatto che, parlando dell’età evolutiva alla quale la funzione pedagogica nel suo complesso si rivolge, il tempo maggiore e di miglior qualità si rivela appannaggio dell’istituzione scolastica.

Le prime a entrare in gioco sono le dade del nido, quindi è il turno delle maestre della materna e, infine, degli insegnanti della scuola primaria. Si tratta del periodo in cui ha senso parlare in termini pedagogici.

Active Education, metodo gemello di Active Learning che si rivolge alla didattica, si fonda sull’idea che l’educazione dovrebbe rivelarsi un processo attivo oltre che interattivo. Come del resto accade per la didattica, ciò non significa affatto “far fare” quanto piuttosto investire sulla “motiv-azione”, in linea con la realtà psico-neuro-biologica del soggetto in età evolutiva, in altre parole con i suoi naturali bisogni.

Tale metodo è il risultato di una ricerca multidisciplinare in ambiti umanistici quali la psicoterapia, la psicopedagogia clinica, la teoria della comunicazione, le neuroscienze, la biologia. Se il vasaio modella l’argilla tenendo una mano all’interno e l’altra all’esterno, l’educazione va plasmando l’individuo che va sviluppandosi, nel bene e nel male.

Mentre la mano interna è rappresentata dalla famiglia, quella esterna viene invece incarnata dalla scuola. Differentemente da quanto fa il vasaio esperto però, le mani della società non operano sempre e comunque in armonica sinergia, situazione che certamente ho il suo ruolo nel creare una società sempre più afflitta da problemi che paiono insolubili.

Active Education si radica sull’idea che il modo migliore di educare è educare al benessere e alla felicità, obiettivo che riflette il fondamentale bisogno di ogni essere umano sin dalla nascita. Non si può, infatti, identificare alcuna tendenza attiva nella nostra vita 24 ore su 24 al di fuori di quella a essere felici.

L’educazione deve perciò rivelarsi funzionale all’autorealizzazione, in linea con le leggi che governano la natura umana. Una vecchia storia racconta che l’inferno è un luogo dove tutti si trovano attorno a una tavola imbandita con ottimo cibo. Tutti hanno lunghe posate con le quali non riescono a portare il cibo alla bocca.

Con l’aumentare della frustrazione emerge una grande rabbia, che ognuno sfoga contro gli altri picchiandoli con le posate che tiene in mano. Il paradiso è invece un luogo in cui tutti si trovano anche questa volta attorno a una tavola imbandita con ottimo cibo e anche questa volta tutti hanno lunghe posate: la differenza è che ognuno imbocca chi gli sta vicino e tutti mangiano felici e contenti.

A questo punto ci si potrebbe domandare se quelli che stanno in paradiso stanno bene perché si imboccano l’uno con l’altro oppure si imboccano l’uno con l’altro perché stanno bene?