Manuale di istruzioni per il corretto utilizzo del proprio cervello – Introduzione

Immaginiamo di imbarcarci su un 747. Mentre la hostess ci dà il consueto benvenuto diamo una sbirciatina nella cabina di pilotaggio. Scorgiamo il pilota con in mano un manualetto: “Come pilotare un 747”. Cosa decidiamo di fare? Restiamo sull’aereo o, accampando una scusa qualsiasi, scendiamo in tutta fretta?

Molti adotterebbero certamente la seconda opzione, ma per quale motivo? Nessuno si preoccuperebbe se il pilota stesse leggendo un fumetto e allora perché decideremmo di scendere, dato che quanto il pilota sta leggendo avrebbe certamente a che fare con il suo lavoro? Faremmo probabilmente il seguente ragionamento: “Se sta leggendo il manualetto su come pilotare il 747 significa che non ha ancora appreso bene come farlo! Si tratta però di una macchina troppo complessa per poterne apprendere il funzionamento in quattro e quattr’otto, perciò non c’è proprio da fidarsi!”.

Il nostro ragionamento avrebbe di sicuro un fondamento, ma allora perché nessuno si preoccupa di apprendere il funzionamento del proprio cervello, anche se appare ben più complesso del 747, prova ne sia il fatto che l’ha costruito? Quando un bambino nasce non ha un manuale di istruzioni legato al polso. Ogni strumento tecnologico, per quanto semplice possa essere viene venduto assieme alle relative istruzioni per l’uso.

A scuola si insegnano le diverse materie ma non come utilizzare il proprio cervello per apprenderle. Sarebbe come se a scuola guida si insegnassero i diversi itinerari: andare in ufficio, a casa di Giovanni, di qua e di là piuttosto che a guidare l’auto. Se così fosse non faremmo certo molta strada!

Il presente manuale segue la stessa logica della scuola guida: non insegna alcuna materia bensì a utilizzare lo strumento per apprendere qualsiasi materia. Non si occupa del cosa bensì del come, non già dei contenuti bensì del contenitore, dei processi di pensiero piuttosto che dei pensieri in sé. Osservando la nostra società ci si può render conto che le persone non utilizzano il proprio cervello nel modo migliore, non pensano cioè nel modo più opportuno per sé stesse e per gli altri.

Quanto sia importante il modo in cui pensiamo ce lo ricorda il seguente proverbio:

 Semina un pensiero e raccoglierai un’azione.

Semina un’azione e raccoglierai un comportamento.

Semina un comportamento e raccoglierai un’abitudine.

Semina un’abitudine e raccoglierai un destino…