I Metodi di intervento per i professionisti
Nel corso di decenni di ricerche applicative il dott. Stefano Boschi ha messo a punto diversi approcci al cambiamento di carattere innovativo, nei settori della psicoterapia individuale, di coppia, familiare, nonché delle psicosomatica. Ha inoltre gettato le basi di una nascente disciplina: la Psicolinguistica Clinica.
Psicolinguistica
Clinica
La Psicolinguistica Clinica è una disciplina nascente che dovrebbe rappresentare lo zoccolo duro di ogni forma di terapia che utilizzi il linguaggio verbale quale strumento elettivo se non l’unico. Capita che in psicoterapia tale strumento venga utilizzato in modo non formalizzato e non sistematico. La Psicolinguistica Clinica rappresenta una mappa che illustra in modo dettagliato le corrispondenze, sottili quanto potenti, esistenti tra particolari forme linguistiche e meccnismi patogeni soggiacenti, in modo che sciogliendo le prime possano sciogliersi anche i secondi.
A differenza di molte professioni di impronta non solo intellettuale ma anche altamente “tecnica” (vedi ad esempio il pilota di linea, il chirurgo, l’ingegnere) l’intervento dello psicologo, dello psicoterapeuta, dello psichiatra e del medico sono spesso esercitate in modo empirico per quanto concerne l’utilizzo del linguaggio.
L’importanza del ruolo che il professionista della salute mentale e somatica ricopre richiede una specifica formazione professionale che lo renda capace di affrontare efficacemente fallacie logiche, distorsioni cognitive, malformazioni linguistiche, che rappresentano veri e propri catenacci sulla strada del cambiamento.
Terapia dei Nuclei Profondi
La Terapia dei Nuclei Profondi è un approccio di terapia breve integrata di ultima generazione, che intende rispondere alla richiesta di efficacia e di efficienza che le persone rivolgono sempre più insistentemente alla psicoterapia. Ciò che differenzia questo approccio dalla maggior parte di quelli già esistenti è l’idea della personalità come una sorta di mosaico, le cui tessere sono le “parti della personalità”. Si tratta dei personaggi che animano il nostro inconscio, in modo tale che riuscendo a dialogare con essi possiamo agire direttamente sull’inconscio stesso.
Questo modello teorico e di intervento prende le mosse non già da una teoria psicologica bensì da una di matrice logico-matematica: la teoria dei tipi logici di Russell e Whitehead. Perseguendo obiettivi fino a ieri considerati incompatibili, quali la ristrutturazione globale della personalità, il raggiungimento di risultati apprezzabili in tempi brevi, il ripristino dell’evoluzione verso la condizione di benessere, si fonda sul costrutto di “parti della personalità” e considera il principio latino della pars pro toto (vedi la figura retorica della sineddoche) alla base di ogni forma di patologia.
Stando a questo approccio le parti della personalità paiono animare la psiche profonda, ciò che Freud chiamava inconscio, attribuendovi una connotazione antropomorfa nonché teatrale che ricorda l’opera di Pirandello. Il “gioco delle parti” rappresenterebbe, dunque, una sorta di “DNA psichico” e anche se le parti quali entità archetipiche appaiono le stesse in ogni individuo il loro modo di interagire si rivela invece peculiare, rappresentando la base della patogenesi e al contempo le leve del cambiamento.
Terapia dei Copioni Relazionali
La Terapia dei Copioni Relazionali è un approccio di psicoterapia della coppia di ultima generazione, fondata sull’idea che il fine occulto dei rapporti affettivi adulti è la “replica del rapporto deprivante”, ossia la rievocazione degli aspetti frustranti se non addirittura traumatici delle relazioni primarie. Quando insorge un problema nella coppia ciascuno dei due membri inizia a recitare un proprio copione, al fine di realizzare una sceneggiatura scritta molti anni prima. L’inconscapevolzza di tale situazione può rendere insolubile il problema stesso.
Anche se il persistere del pronblema di coppia appare in linea con il costrutto di “coazione a ripetere” elaborato a suo tempo da Freud non si tratterebbe però dell’influsso nefasto esercitato dalla pulsione di morte, bensì del tentativo di “trasmutare” l’antica sofferenza in risorsa.
Tale obiettivo può essere raggiunto prendendo le mosse dal “regista interno” che da dietro le quinte della consapevolezza guida lo svilupparsi della “patologia della coppia”. Stiamo parlando dei personaggio del teatro interiore , che vanno assegnando ai due membri della coppia un differente copione al fine di realizzare la sceneggiatura che fu scritta nel corso della propria infanzia negata.
Terapia Familiare Centrata sul Figlio
La Terapia Familiare centrata sul Figlio è un approccio di ultima generazione, elaborato sulla base di costrutti quali “gerarchia dei livelli funzionali”, “cortocircuito relazionale”, “esternalizzazione del cortocircuito individuale”, “seconda replica del rapporto deprivante”, concetti che permettono l’individuazione e lo scioglimento dei meccanismi che presiedono alla genesi della patologia familiare. Il sistema familiare complesso è organizzato in sottosistemi che interagiscono sotto la regia di un “controller sistemico” che ne guida il funzionamento.
Tale modello di intervento si rivolge alle criticità che ogni sistema familiare è destinato ad attraversare in particolari momenti della propria evoluzione, il che appare importante nell’attuale periodo storico, connotato com’è da una profonda crisi delle relazioni che spesso sfocia in episodi di violenza.
L’errore più grossolano che tende a compiersi in tale contesto è rivolgersi al figlio quale “paziente designato, attraverso interventi che non potranno che risultare di carattere sintomatico, esponendo il sistema relazionale oltre che il figlio stesso ad un’evoluzione peggiorativa.
Metodo
PsicheSoma
Il Metodo PsicheSoma è un approccio di terapia psicosomatica prende le mosse dalla constatazione che affrontando i conflitti che nascono e si sviluppano in seno alla psiche spesso accade che disturbi a prevalenza funzionale, così come malattie organiche conclamate inaspettatamente migliorano o addirittura guariscono. Tale approccio è fondato su alcune premesse proprie della fisica, che permettono di giungere ad una interessante conclusione: i “meccanismi patogenetici” che la medicina pone alla base dell’insorgere delle malattie possono essere disattivati in tempo reale.
Per quanto bizzarro possa sembrare, la possibilità di disattivare in tempo i meccanismi patogenetici di natura psichica che presumibilmente soggiacciano alla malattia deve essere ammessa per una necessità logica. Ciò se consideriamo la psiche un’entità di natura energetica, piuttosto che equipararla al cervello come organo. Come la fisica ha posto in evidenza, la materia, di cui il corpo è costituito, è energia condensata secondo il rapporto massa-energia stabilito dall’equazione più nota al mondo.
Se accettiamo tale premessa giungiamo alla conclusione che cercare di cancellare un certo flusso di energia psichica non può che risultare fallimentare, come suggerisce il primo principio della termodinamica. Invece che cercare di contrastare e di “combattere” la malattia questo modello di iintervento mostra la possibilità di imprimere al soggiacente flusso di energia psichica una direzione diversa.
