Active Learning

E’ il metodo didattico di ultima generazione che si rivolge agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, fondato sul presupposto che “apprendere è un’azione” e come tale può avvenire esclusivamente sulla base di uno stato di “attivazione”.

Prerequisito dell’insegnare è quindi fare in modo che lo studente attivi le proprie risorse interne, la qual cosa passa inevitabilmente attraverso la sfera motivazionale di entrambi, studente e insegnante: non si può , infatti pensare che lo studente si senta motivato ad apprendere se l’insegnante non si sente motivato a inseganre.

La classica “lezione frontale” induce gli studenti ad assumere una posizione passiva, di semplici ricettacoli di nozioni fornite a scatola chiusa; occorre, dunque, distinguere tra conoscere una materia e saperla insegnare, ponendo l’accento sulla necessità di “apprendere ad insegnare” al fine di “insegnare ad apprendere”.

Fondamentale è la dimensione verticale della didattica, non solo o soprattutto la semplice acquisizione di informazioni detto anche “nozionismo” ma la capacità di elaborare le informazioni acquisite o di “pensare”, aspetto della didatica che si colloca ad un livello superiore.

Dislessia facile

E’ il metodo elaborato al fine di attuare un’alfabetizzazione linguistica, sulla base dell’ipotesi secondo la quale i Disturbi Specifici dell’Apprendimento o DSA rappresentano un indicatore della mancanza di integrazione tra le funzioni per le quali i due emisiferi cerebrali appaiono dominanti.

Anche se oggi la teoria esplicativa psicobiologica o quella neuropsicologica della dislessia vanno per la maggiore, stando al presente metodo occorre prima di tutto rivolgersi alle due forme di elaborazione che caratterizzano l’attività della neocortex, quella che si attua utilizzando i codici anlogici (visivo,uditivo e cenestesico) e quella che utilizza invece i codici digitali (in questo caso quello linguistico).

Discalculia facile

E’ il metodo elaborato al fine di attuare un’alfabetizzazione aritmetica, sempre sulla base dell’ipotesi secondo la quale la discalcunlia, al pari della dislessia, è indice della non compleeta integrazione tra le funzioni per le quali i due emisiferi cerebrali appaiono dominanti.

Se nella dislessia è il codice linguistico a rivelarsi non sufficientamente integrato con quelli analogici, nella discalculia è invece il codice numerioco-digitale ad apparire in primo piano.

Studiare facile

Se Active Learning si rivolge all’insegnante offrendo il modo più efficace di insegnare, il presente metodo si rivolge invece allo studente suggerendo il modo più efficace di studiare.

Studiare rappresenta spesso uno sforzo che può rivelarsi spiacevole perché non viene seguito il naturale percorso dell’apprendimento, le diverse fasi cioè attraverso cui noi apprendiamo naturalmente e senza sforzo. Il principio appare il medesimo di Dislessia facile e Discalculia facile: si tratta di favorire la naturale integrazione funzionale emisferica, con particolare riferimento ai codici analogici e a quelli digitali.

Mai più bullismo!

La sempre più ampia diffusione di questo problema all’interno della Scuola rende necessario un metodo atto sia a prevenirlo quando non è ancora attuale sia ad affrontarlo quando lo è già.

La prevenzione si fonda sulla semplice constatazione per cui, a prescindere dalle sue radici, tale fenomeno può manifestarsi solo a condizione che la vittima si trovi in uno stato di isolamento sociale. Prevenire il bullimo significa quindi creare coesione sociale favorendo la creazione di piccoli gruppi affiatati, la qual cosa rappresenta anche un aspetto essenziale della didattica efficace (vedi la “peer education”, il lavoro di squadra, il “debate” e via dicendo).

Quando invece il bullismo rappresenta un problema giù esistente occorre adottare una modalità non-conflittuale fondata principalmente sulle strategie del paradosso e delle contraddizione.

Manuale di istruzioni per il corretto utilizzo del cervello

Quando qualcuno ci offre il consiglio non richiesto di “imparare a usare il cervello” di solito ci sentiamo offesi, come se averlo significasse automaticamente saperlo usare nel migliore dei modi.

Non teniamo però conto del fatto che il cervello è come la bicicletta, un conto è averla altro è saperci andare! Nuotando in un corso d’acqua o in un lago può accadere di essere risucchiati da un gorgo creato dalle correnti che scorrono sotto la superficie.

Allo stesso modo, nella nostra mente ci sono correnti che possono farci perdere la risorsa più preziosa, ossia la lucidità di pensiero.