Family Description Protocol (FDP)

Il protocollo è studiato per il consulente tecnico, gli assistenti sociali e gli psicologi, per le figure professionali che sono cioè chiamate a valutare le condizioni della famiglia afflitta da un qualche forma di criticità.

Uno dei problemi che si fronteggiano in questo tipo di attività istituzionale è che i diversi professionisti non parlano un linguaggio comune, la qual cosa rende le diverse fonti di informazione disomogenee e di conseguenza difficilmente utilizzabili dal giudice e non solo.

L’impiego di questo protocollo permette di allineare le diverse professionalità sulla base di un linguaggio comune e di criteri di valutazione oggettivi e quindi condivisibili.

Relational System Assessment Protocol (RSAP)

Il protocollo di assessment non-clinico (non adatto cioè a ricavarne una valutazione diagnostica di natura psicologica o psichiatrica) può essere applicato sia alla famiglia sia al sistema ad essa residuale dopo la separazione dei coniugi in caso di sospetto maltrattamento o abuso ai danni del figlio, in seguito cioè a denuncia, segnalazione o disposizione del giudice.

Soprattutto nelle separazioni giudiziali il giudice si trova spesso di fronte ad accuse che i coniugi si rivolgono reciprocamente (accuse che, stando alle statistiche, in circa l’80% dei casi si rivelano calunniose) e che inducono il sospetto di un più o meno grave pregiudizio nei confronti del figlio, anche se tali accuse non appaiono supportate dalle necessarie evidenze probatorie.

Dato che la conflittualità tra i coniugi rappresenta un problema sociale sempre più diffuso diventa oltremodo importante che, accanto ad eventuali provvedimenti sanzionatori nei confronti di chi rivolge accuse calunniose in sede giudiziale, vi sia un’alternativa alla misura cautelativa estrema rappresentata dal ricollocamento extrafamiliare del minore.

Consulenza familiare di comunità (CFC)

Il percorso formativo si rivolge agli psicologi che operano all’interno delle comunità di accoglienza per minori, con l’obiettivo di stabilire il più alto livello di “adattamento relazionale” possibile tra il figlio e i genitori (caregivers).

La comunità viene ora vista come il luogo in cui si possono stabilire relazioni di valore terapeutico, con il fine di ricucire gli strappi del tessuto relazionale lacerato all’interno della famiglia o nel rapporto genitore-figlio.

Il Consulente familiare di comunità è l’operatore che padroneggia gli strumenti più moderni di comunicazione efficace e che applica protocolli di elevato impatto prendendosi cura della famiglia e della funzione genitoriale quando ciò si rivela necessario.

Il lavoro con la coppia genitoriale fortemente litigiosa

L’alto livello di conflittualità nella coppia genitoriale è spesso considerato un elemento di grave pregiudizio nei confronti del sano e normale sviluppo psicosociale e psicoaffettivo del figlio, come si rende evidente nei casi di violenza assistita.

Ciò può indurre le istituzioni a mettere in campo provvedimenti cautelativi come nel caso estremo del suo temporaneo ricollocamento in ambito extrafamiliare.

Appare, dunque, di fondamentale importanza accompagnare la coppia genitoriale fortemente litigiosa lungo un percorso volto a diminuire il livello di conflittualità in modo aprezzabile, rapido e tendenzialmente stabile: questo risultato si può ottenere con l’impiego di tecniche e strategie di comunicazione ad alto impatto e di ultima generazione.

L’analisi di validità delle relazioni tecniche in sede giudiziale

Questo percorso, che si rivolge agli operatori che lavorano in ambito giuridico (giudice, pubblico ministero, avvocati), si rende necessario per il fatto che le relazioni tecniche (soprattutto quelle disposte dal giudice in sede di separazione giudiziale o CTU), pur ricoprendo una grande importanza ai fini dell’esito del procedimento mostrano spesso significative carenze sul piano dei criteri scientifici a cui dovrebbero conformarsi per risultare realmente “tecniche”.

L’obiettivo del percorso è quindi fornire agli operatori che lavorano in ambito giuridico i criteri oggettivi e scientificamente fondati necessari a individuare le eventuali falle sul piano sia formale sia contenutistico delle relazioni tecniche d’ufficio e di parte.