L’analfabetismo funzionale e il meccanismo di comprensione del linguaggio verbale

Ott 20, 2025 | Didattica e Pedagogia

In linea con una ricerca compiuta dal Censis e riportata su Orizzontescuola.it del 7 agosto 2025, il Ministro Valditara osserva che “Molti italiani manifestano difficoltà nella comprensione e sintesi dei testi”, suggerendo quindi di “riportare grammatica e sintassi alla base della didattica”.

Tali difficoltà alludono al problema dell’analfabetismo funzionale. Mentre la frase “Ci sono tre pomodori sul tavolo” può essere agevolmente compresa da chiunque parli la nostra lingua, una persona con analfabetismo funzionale potrebbe trovare difficoltà nel comprendere “Ci sono tre pomodori sul tavolo e ci resteranno un tempo inversamente proporzionale alla fame di chi abita in quella casa”.

Occorre precisare che non ci sono gli analfabeti funzionali da una parte e le persone “normali” dall’altra. Si tratta di un problema che mostra diversi gradi di intensità. Perché una persona afflitta da un alto grado di analfabetismo funzionale può agevolmente comprendere la prima frase ma non la seconda?

Per sapere cosa non funziona bisogna prima sapere come dovrebbe funzionare”. Occorre quindi andare alla radice del linguaggio, come sia possibile comprendere il significato delle parole. Qual è la differenza tra una lingua che conosciamo e una che non conosciamo? Perché comprendiamo la prima e non la seconda, anche se vengono dette le stesse cose?

Tali domande sembrano contenere la risposta: appunto perché conosciamo la prima e non conosciamo la seconda! Che la questione non sia così semplice lo rende evidente il meccanismo di comprensione del linguaggio verbale, il quale agisce in modo automatico quindi al di fuori della nostra consapevolezza. Tale meccanismo si articola su due livelli: quello delle parole e quello delle immagini, dei suoni e delle sensazioni che attribuiscono significato alle parole stesse.

Prima che il bambino inizi a parlare, prima cioè dell’anno e mezzo circa di età, pensa? Molti tenderebbero a rispondere di no, identificando il “pensare” con il “pensare in termini verbali”. Con l’acquisizione del linguaggio verbale tale livello di elaborazione diviene una sorta di fiume carsico simile al sogno, che scorrendo in modo sotterraneo attribuisce significato al linguaggio.

Quando impariamo ad andare in bicicletta all’inizio facciamo molta attenzione a come pedaliamo, a come teniamo il manubrio, a come bilanciamo il peso in modo da restare in equilibrio. Dopo un certo esercizio impariamo ad andare in bicicletta, il che significa che le precedenti azioni vengono compiute senza che ci si debba pensare.

Ecco, dunque, la risposta che cercavamo. Nelle persone afflitte da un elevato grado di analfabetismo funzionale il collegamento tra parole e frasi da una parte e le immagini che vi attribuiscono significato dall’altra diverrebbe incerto, via via più debole. Si tratterebbe di una sorta di “dislessia a posteriori”. 

Tornando alle due frasi “Ci sono tre pomodori sul tavolo” e “Ci sono tre pomodori sul tavolo e ci resteranno un tempo inversamente proporzionale alla fame di chi abita in quella casa”, la prima appare di facile comprensione giacché si parla in termini sensoriali, i pomodori e il tavolo, oggetti che appunto si vedono e si toccano con mano. Nella seconda si decolla invece verso concetti astratti come appunto il tempo inversamente proporzionale a…In questo caso il fiume carsico si rivelerebbe in secca!

Pensare che la soluzione all’analfabetismo funzionale risieda nello studio delle regole grammaticali e sintattiche è come suggerire di rafforzare il tetto di una casa dalle fondamenta instabili. Non si può mettere il carro davanti ai buoi, la metacognizione davanti alla cognizione, la competenza linguistica davanti alla capacità, così come non si può mettere la grammatica e la sintassi davanti alla comprensione del testo.

Occorre piuttosto ricollegare i due livelli di elaborazione linguistica, il che può essere fatto con la stimolazione della fantasia nel corso della lettura di un testo. Non a caso chi ha visto il film tratto da un libro che ha precedentemente letto afferma spesso che “il libro è migliore del film”! Ma come può essere…

Se da una parte la capacità di immaginare ci ha resi la specie dominante sul pianeta Terra, permettendoci di pensare a ciò che non esisteva ancora, dall’altra la scuola di oggi considera la fantasia un intralcio alla didattica, inopportuna fonte di distrazione durante la lezione…

Stefano Boschi

Trattamento dei dati personali

Invia un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Trattamento dei dati personali