La scuola “autoritaria”
Giu 26, 2025 | Didattica
L’11 maggio del 2025 su ravennaedintorni.it viene pubblicata la lettera di una liceale che esprime il disagio che vive nel rapporto con i professori, dicendo tra le altre cose:
Non volete sapere che sto soffrendo, che vengo a scuola solo per ottenere il diploma, che non mi viene spiegato nulla di nuovo. Non volete sapere che ognuno degli alunni delle vostre classi si sente solo, disperso, in ansia, che alcuni preferirebbero morire.
Tale lettera sembra scoperchiare il vaso di Pandora celato nella scuola. Seguono alcune lettere di studenti e genitori, come quella pubblicata da un altro giornale on line, Il Diario Messaggero:
Ci è forse sfuggito che il conflitto latente tra studenti e professori, una sorta di gara su chi svolge peggio il proprio ruolo, nasce da una carenza di empatia reciproca…
La scuola non è solo un luogo di nozioni, ma un luogo di persone. E le persone imparano davvero solo quando si sentono accolte.
Come potremmo definire la scuola che si riflette in questi brevi stralci e nei vissuti che essi portano a galla? Forse la “scuola autoritaria”? Se accettassimo tale definizione potremmo ritrovarne le radici in alcune premesse del tutto invisibili.
Prima premessa. La didattica è l’attività volta alla trasmissione di contenuti da parte degli insegnanti quali depositari della conoscenza nei confronti degli studenti che non la possiedono: ciò richiama l’immagine di due vasi, uno che sta sopra e dal quale viene versato il contenuto in quello che sta sotto.
Seconda premessa. Quindi, la didattica si fonda su un rapporto disparitario tra insegnanti e studenti, rapporto che richiede l’assunzione di un atteggiamento autoritario da parte dei primi e di subordinazione da parte dei secondi.
Terza premessa. Quindi, l’atteggiamento critico da parte degli studenti, o comunque tale da discostarsi in qualche modo e misura da quanto viene trasmesso dagli insegnanti, non può che rappresentare un ostacolo alla didattica.
Quarta premessa. Quindi, se l’insegnamento da parte degli insegnanti si riduce alla mera esposizione dei contenuti, l’apprendimento da parte degli studenti si riduce alla semplice memorizzazione degli stessi.
Possiamo notare come il carattere in gran parte nozionistico della didattica attuale derivi dai tratti autoritari che connotano la scuola di oggi. Active Learning propone di riformulare tali premesse ponendole a fondamento della scuola del Terzo Millennio, una scuola a misura di essere umano.
Prima premessa. La didattica è l’attività di facilitazione svolta dagli insegnanti nei confronti degli studenti nell’acquisizione della conoscenza, considerata prima di tutto come capacità di pensare in modo creativo.
Seconda premessa. Quindi, la didattica si fonda su un rapporto paritario tra insegnanti e studenti, rapporto che richiede l’assunzione di un atteggiamento di cooperazione e di reciproca collaborazione.
Terza premessa. Quindi, l’atteggiamento creativo ed eventualmente critico da parte degli studenti, tale comunque da discostarsi in qualche modo e misura dagli schemi di pensiero adottati dagli insegnanti, non può che rappresentare una risorsa nella didattica.
Quarta premessa. Quindi, l’insegnamento da parte degli insegnanti viene ad incentrarsi sul dibattito e sullo scambio di idee a proposito dei vari argomenti, mentre la memorizzazione da parte degli studenti viene a rappresentare un semplice supporto funzionale all’attività improntata alla creatività ed al pensiero critico.
Queste ultime premesse suggeriscono l’opportunità di impegnarsi nell’elaborazione di un metodo ben strutturato di insegnamento da parte degli insegnanti e di uno di apprendimento da parte degli studenti, così come la necessità di riformulare il concetto di “verifica” dell’apprendimento nei termini di feedback momento-per-momento, in linea con i principi cardine della maieutica socratica.
Stefano Boschi
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